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Cinema Teatro Nuovo
Viale dei Mille 39 |
16 gennaio 2010
As. Li. Co.
Don Giovanni
Dramma giocoso in due atti KV 527
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Adattamento musicale Alberto Cara
Regia Stefano De Luca
Prima Nazionale
Biglietti:
€ 30 -
28 - 25
Immagino il nostro Don Giovanni come una fosca fiaba notturna.
Con la paurosa leggerezza di una storia di ammazzamenti e fantasmi,
raccontata in una cupa notte di luna. Fiaba ambientata in un fragile
teatrino. Ma non completo, piuttosto ciò che ne resta, le rovine di un
teatrino settecento o forse barocco. Lo scheletro di un boccascena, con
ancora attaccati i lembi di un sipario stracciato e svolazzante. Come grandi
tende di una finestra spalancata di colpo dal vento, perché inizia un
temporale estivo.
Ecco, immagino un Don Giovanni proprio come un temporale estivo. Improvviso,
inatteso, eccessivo. Che arriva rapido, sconvolge e scompare in fretta,
lasciando addosso un brivido. Come una passione, un innamoramento che
sconvolge e lascia poi svuotati.
E immagino un mare, la presenza del mare, in qualche modo.
Forse un fondale che ondeggia dietro al teatrino e che vive di una sua cupa,
profonda luminosità bluastra. Un mare sipario e un sudario, testimone della
eterna vicenda tra il cielo e la terra.
Immagino ombre, che si inseguono, si ingrandiscono e si deformano sul
sipario, al lume di candelabri tenuti da servitori smarriti. Un carosello di
ombre di corpi, uomini e donne, che si abbracciano in amplessi o si
contorcono come fossero divorati dalle fiamme.
E così immagino il nostro Don Giovanni come il protagonista di un gioco
spiccatamente, dichiaratamente, ostentatamente teatrale. Giovane
affascinante antieroe, tutto preso da questo gioco scenico fatto di nulla,
in cui il travestimento, la rappresentazione di se stessi come vittime o
come persecutori, come seduttori o sedotti, sia impudicamente ostentata.
Persino infantile, a volte, nella sua semplicità. E in cui la relazione con
il compagno di giochi Leporello riprenda ritmi, dinamiche e schemi corporei
che affondano le loro radici nella vivace tradizione dei comici dell’Arte.