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Cinema Teatro Nuovo
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21 gennaio 2010
Compagnia Teatro Zeta – L’Aquila
Il caso Dorian Gray
Di Giuseppe Manfridi
Regia Pino Micol
Con Manuele Morgese
In collaborazione con Compagnia Italiana diretta da Maurizio Scaparro
Biglietti: € 25 -
23 - 20
Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno
di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il
primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian
Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto. In questa
reinvenzione drammaturgica dell’opera, invece, il suo ruolo si equipara a
quello degli altri due in uno smontaggio della trama narrativa ripensata nei
termini di un’indagine processuale. Al centro dell’inchiesta, un mistero
dall’intreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a
nessuno dei tre. Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno, così, in una serie
di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. A tre punti
di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo
formidabile enigma, teatralmente concepito come una virtuosistica partitura
per attore solista. L’incalzare del ritmo, sempre più marcato nel passare da
un movimento all’altro, è tale da far maturare una suspense imprevista, e le
atmosfere gotiche in cui matura la vicenda finiranno ben presto con
l’assumere i connotati di un noir senza precedenti.
Giuseppe Manfridi
L’eterna bellezza, la giovinezza dalla pelle liscia conservata per sempre,
il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli
uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima
dell’infernale clessidra. Sogno faustiano di impossibile realizzazione e per
questo almeno per una volta, concepito e vagheggiato da chiunque, appunto
come sogno. E se succedesse? Quali terrori, quali compromessi estremi, quali
baratri di incubi senza risveglio? Difficile raccontare l’impossibile; il
genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Manfridi impavido
cerca di andare oltre e di scavare nell’anima dei protagonisti dell’evento
inimmaginabile; Manuele ed io tentiamo di esorcizzare le paure legate
all’evento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado
di reggere l’impossibile, unico luogo in cui un attore, impasto di realtà e
sogno diventa uno e tre personaggi confrontandoli, diventando ora l’uno ora
l’altro, senza aver paura di presentare la verità di ognuno come la verità
assoluta; sempre e comunque in bilico fra lucidità e follia.
Pino Micol