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Fondazione Culturale "1860
Gallarate Città"
Uffici: Teatro del Popolo, Via Palestro 5
21013 GALLARATE VA
Tel. uffici: 0331.774700
Email:
fondazione@comune.gallarate.it
P. IVA 02197830025 |
Biglietti:
€ 30 -
28 - 25
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Prevendita a Varese
Cinema Teatro Nuovo
Viale dei Mille 39 |
6 e 7 febbraio 2010
La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo
Filumena Marturano
di Edoardo De Filippo
con Lina Sastri e Luca De Filippo
e Nicola di Pinto, Antonella Morea
Silvia Maino, Gioia Miale, Carmine Borrino, Geremia Longobardo, Antonio D’Avino,
Giuseppe Rispoli, Chiara De Crescenzo
regia Francesco Rosi
scene Enrico Job
costumi Cristiana Lafayette
luci Stefano Stacchini
Produzione Teatro di Roma e Elledieffe
Dare l'impressione allo spettatore che in scena o davanti ad una macchina da
presa i personaggi stiano inventando le battute nella maniera più spontanea
e vera possibile, è l'obiettivo di registi e attori che desiderano
riprodurre la realtà al di là di ogni mestiere e finzione. Per riuscire in
questo risultato occorre la complessità e la verità umana dei personaggi
rappresentati. Tra le commedie di Eduardo De Filippo, Filumena Maturano è
quella più rappresentata nel mondo in tante lingue diverse. In ognuna lo
spettatore ha riconosciuto la verità delle ragioni umane dei personaggi.
Filumena Maturano, ex-prostituta, tolta dal postribolo da un napoletano
borghese e benestante, Domenico Soriano, tenuta per venticinque anni nella
casa di lui come amante, pur se in condizioni d'inferiorità, autrice di uno
stratagemma per farsi sposare "in extremis" da Soriano, il quale vuole porre
invece fine al legame perché si è innamorato di una giovane che vuole
sposare.
"Filumena Maturano è una commedia sociale - ha dichiarato Eduardo - vuole
essere la riabilitazione di una categoria di donne, vuole essere un grido di
ribellione in questo mondo sconvolto e turbinoso che ci ha lasciato la
guerra."
Filumena, figlia del popolo, conduce il filo del dramma con l'aggressività
di un personaggio tragico, segnato dalla sofferenza della vita di miseria
dei vicoli di Napoli. Nel basso dove viveva tutta in un solo letto la
famiglia "una folla ... sempre in urto l'uno con l'altro ci coricavamo senza
dirci buonanotte, ci svegliavamo senza dirci buongiorno una parola buona me
la disse mio padre: "Ti stai facendo grande e qua non c'è da mangiare, lo
sai? ... la famiglia mia non so che fine ha fatto. Non lo voglio sapere. Non
me lo ricordo!"
Francesco Rosi