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21 marzo 2010
As.Li.Co.
Rigoletto
Di Giuseppe Verdi
Melodramma in tre atti
Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo 1851
Adattamento musicale Bruno Moretti
Regia Federico Grazzini

Biglietti: 30 - 28 - 25
In Rigoletto sono possibili diversi livelli di lettura e interpretazione, paragonabili a tante sfere concentriche. Rigoletto è “solo e difforme”, la sua condizione è posta dove meglio può risaltare, ossia sul piano più infimo, più sotterraneo e più disprezzato dell'edificio sociale: Rigoletto è “povero” e “malato” di un imprecisato male, questa molteplice miseria lo rende malvagio. La sua possibilità di sopravvivenza è legata al suo lavoro di buffone nella corte del Duca. Rigoletto perverte il Duca, lo spinge all'abbrutimento e alla tirannia, all'arroganza e al vizio. La vita dissoluta che Rigoletto conduce nella corte e la sua misera condizione lo rendono ai suoi stessi occhi mostruosamente “vile e scellerato”. Nella sua vita privata però è padre, ha un cuore, è capace di amare. Non ha che una figlia al mondo e la alleva lontano dalla corte nell'innocenza, nella fede e nel pudore. Questa è la situazione di partenza. Rigoletto ci restituisce un'immagine infranta dell'esistenza borghese, scissa fra cinismo e utopia positiva. Il teatro diventa la lente d'ingrandimento di un fatto sociale, oltre alla virtù vi s'impara la rivolta e la sete di libertà. Di fronte ad una società dove regnano il male e la corruzione, i valori da esaltare diventano la nobiltà d'animo e la potenza spirituale dell'amore. Una contrapposizione che Verdi restituisce intrecciando le atmosfere da incubo ai tratti sfumati del sogno. Per questo Gilda è l'eroina romantica per eccellenza. Nonostante la tradizione ne abbia fatto un personaggio petulante, essa è una grande donna, colpevole solo di amare. Sarà vittima non tanto dell'amore per il Duca, quanto dell'amore per l'immagine sognata del Duca. Federico Grazzini