 |
|
Fondazione Culturale "1860
Gallarate Città"
Uffici: Teatro del Popolo, Via Palestro 5
21013 GALLARATE VA
Tel. uffici: 0331.774700
Email:
fondazione@comune.gallarate.it
P. IVA 02197830025 |
| Teatro Condominio su Facebook |
 |
| Prevendite |
 |
Acquista i tuoi biglietti on line
con Vivaticket |
|
 |
Prevendita a Varese
Cinema Teatro Nuovo
Viale dei Mille 39 |
13 febbraio 2010
Kataklò
Up
Una produzione KA srl
Uno spettacolo di Giulia Staccioli
Biglietti: € 35 -
32 - 30
Up è un’opera che trae ispirazione dalla montagna e dai suoi paesaggi
boschivi. È un occasione di riflessione sul rapporto tra uomo e natura,
vista sia nella dimensione umana di sfida, sia in quella ancestrale
dell’incanto di creature e paesaggi.
La montagna è anche l’entità che incarna da sempre le metafore della
staticità e dell’immutabilità. Kataklò interpreta la stabilità col
movimento, l’eternità col gesto che si esaurisce e si trasforma nello spazio
di un secondo. Lo spettacolo è ricco di simboli e di quella particolare
magia che si ritrova nelle fiabe. È attraverso gli occhi di folletti e fate,
abitanti del bosco che vivono in perfetta armonia con la natura, che lo
spettatore compie la prima parte di un viaggio che lo porterà lontano.
Supportati da un ampio armamentario da montagna quale corde, imbragature,
racchette e sci, nel primo tempo i danzatori riempiono lo spazio scenico di
esuberante fisicità e prodezze atletiche. Sono uomini spavaldi e presuntuosi
che vedono il raggiungimento della cima solo come una sfida, disposti a
tutto pur di vincerla. A momenti coreografici dinamici, incisivi e di forte
impatto visivo si alternano momenti di grande ilarità in cui l’esuberante
vivacità dei folletti si prende gioco di difetti e paure di quegli uomini
che non mostrano alcun rispetto per la natura.
Affrontare la montagna porta al cambiamento. La scalata diviene per l’uomo
un viaggio dentro e oltre se stesso, alla ricerca di un qualcosa che possa
dare pienezza alla propria vita. È attraverso i suoi occhi e le sue emozioni
si sviluppa il secondo tempo. L’atmosfera è fiabesca, poetica. I quadri
coreografici quasi rarefatti e surreali.
Ora sono i fiori, gli animali, il ghiaccio a dialogare con l’uomo in una
danza che si fa meno irruente ma ugualmente intensa. È la montagna che si
mostra all’uomo conducendolo in un percorso di catarsi il cui simbolo è
l’acqua, che dà vita e purifica. La poesia e la delicatezza delle azioni
coreografiche rappresentano un invito a raccogliere le forze per elevarsi e
raggiungere luoghi, fisici e interiori, mai esplorati prima e proprio per
questo così sacri.