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13 febbraio 2010
Kataklò
Up
Una produzione KA srl
Uno spettacolo di Giulia Staccioli

Biglietti: 35 - 32 - 30
Up è un’opera che trae ispirazione dalla montagna e dai suoi paesaggi boschivi. È un occasione di riflessione sul rapporto tra uomo e natura, vista sia nella dimensione umana di sfida, sia in quella ancestrale dell’incanto di creature e paesaggi.
La montagna è anche l’entità che incarna da sempre le metafore della staticità e dell’immutabilità. Kataklò interpreta la stabilità col movimento, l’eternità col gesto che si esaurisce e si trasforma nello spazio di un secondo. Lo spettacolo è ricco di simboli e di quella particolare magia che si ritrova nelle fiabe. È attraverso gli occhi di folletti e fate, abitanti del bosco che vivono in perfetta armonia con la natura, che lo spettatore compie la prima parte di un viaggio che lo porterà lontano.
Supportati da un ampio armamentario da montagna quale corde, imbragature, racchette e sci, nel primo tempo i danzatori riempiono lo spazio scenico di esuberante fisicità e prodezze atletiche. Sono uomini spavaldi e presuntuosi che vedono il raggiungimento della cima solo come una sfida, disposti a tutto pur di vincerla. A momenti coreografici dinamici, incisivi e di forte impatto visivo si alternano momenti di grande ilarità in cui l’esuberante vivacità dei folletti si prende gioco di difetti e paure di quegli uomini che non mostrano alcun rispetto per la natura.
Affrontare la montagna porta al cambiamento. La scalata diviene per l’uomo un viaggio dentro e oltre se stesso, alla ricerca di un qualcosa che possa dare pienezza alla propria vita. È attraverso i suoi occhi e le sue emozioni si sviluppa il secondo tempo. L’atmosfera è fiabesca, poetica. I quadri coreografici quasi rarefatti e surreali.
Ora sono i fiori, gli animali, il ghiaccio a dialogare con l’uomo in una danza che si fa meno irruente ma ugualmente intensa. È la montagna che si mostra all’uomo conducendolo in un percorso di catarsi il cui simbolo è l’acqua, che dà vita e purifica. La poesia e la delicatezza delle azioni coreografiche rappresentano un invito a raccogliere le forze per elevarsi e raggiungere luoghi, fisici e interiori, mai esplorati prima e proprio per questo così sacri.
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