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Venerdì 26 marzo 2010, ore 21.00

Libera Scena Ensemble
Il Labirinto
Da Fiori per Algernon, di Daniel Keyes

drammaturgia di Giuliano Longone
con Lello Serao e Alessia Sirano
regia di Lello Serao

Biglietti:

Intero:
€ 15
Ridotto under 25 e over 60:
€ 13
Ridotto soci:
€ 12

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO ALLO SPAZIO DELLE IDEE

Venerdì 26 marzo, ore 18.30

Ciò di cui non si può parlare - Letture tra scienza, fantascienza e filosofia

In occasione dello spettacolo Il Labirinto di Libera Scena Ensemble, gli allievi della scuola e gli attori della Compagnia Stabile del Teatro del Popolo intratteranno il pubblico con letture - recitate dal vivo - su scienza, fantascienza e filosofia.

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Fiori per Algernon
, scritto dall’americano Daniel Keyes nel 1966, è ormai un classico della letteratura in lingua inglese del XX secolo. Il romanzo narra la storia di Charlie Gordon, un inserviente ritardato. Charlie è cosciente di non essere intelligente quanto gli altri ma sogna di diventarlo, diventa così la prima cavia umana dell’operazione ideata dai professori Nemur e Strauss, che hanno già triplicato l’intelligenza di un topo di nome Algernon. Charlie, dopo l’operazione diventa un genio e alla fine supera persino i professori che l'hanno operato, ma questo gli farà fare una drammatica scoperta sul proprio destino e su quello del topo bianco Algernon. La storia è narrata in prima persona da Charlie nei suoi diari. I primi resoconti sono pieni di errori di grammatica ed esprimono una visione del mondo molto ingenua. La grammatica e la comprensione del mondo di Charlie migliorano di pari passo in una parabola che è poi la trama stessa della drammaturgia.
Al di là dell’idea fantascientifica di base, Fiori per Algernon tocca molti temi riguardanti il ruolo dell’intelligenza e della cultura nella vita. Argomento centrale è il ruolo dell’intelligenza nei rapporti tra le persone, e gli ostacoli alla comunicazione incontrati da chi ha un intelletto fuori dal comune: il genio allontana dagli altri quanto l’idiozia, e non è detto che la seconda opzione sia la peggiore.
Ma l’intelligenza improvvisa fa scoprire a Charlie anche la vera natura del mondo che lo ha circondato e che prima viveva inconsapevolmente: una madre violenta e ossessionata dalla “diversità” di suo figlio, un padre rassegnato, una sorella minore che lo detesta perché il fratello ritardato le complica la vita. Attraverso Charlie, l’autore ci fa notare che tutte le forme di cultura mostrano un’unità di fondo, ma molte persone – anche molti “esperti” – hanno un sapere ristretto e limitato al loro settore di competenza, ed hanno paura che gli altri scoprano le loro lacune. Mentre studia il regresso di Algernon, Charlie si accorge che, grazie alla sua cultura enciclopedica, è capace di fare collegamenti con tutti i campi della conoscenza, e ciò lo aiuta enormemente nella sua ricerca.