INCONTRO DI APPROFONDIMENTO ALLO SPAZIO DELLE IDEE
Venerdì 26 marzo, ore 18.30
Ciò
di
cui non si può parlare - Letture tra scienza, fantascienza e filosofia
In occasione
dello spettacolo Il Labirinto di
Libera Scena
Ensemble, gli allievi della scuola e gli
attori della
Compagnia Stabile del Teatro del Popolo
intratteranno il pubblico con letture - recitate dal vivo
- su scienza, fantascienza e filosofia.
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Fiori per Algernon, scritto dall’americano Daniel
Keyes nel 1966, è ormai un classico della letteratura in lingua inglese del XX
secolo. Il romanzo narra la storia di Charlie Gordon, un inserviente ritardato.
Charlie è cosciente di non essere intelligente quanto gli altri ma sogna di
diventarlo, diventa così la prima cavia umana dell’operazione ideata dai
professori Nemur e Strauss, che hanno già triplicato l’intelligenza di un topo
di nome Algernon. Charlie, dopo l’operazione diventa un genio e alla fine supera
persino i professori che l'hanno operato, ma questo gli farà fare una drammatica
scoperta sul proprio destino e su quello del topo bianco Algernon. La storia è
narrata in prima persona da Charlie nei suoi diari. I primi resoconti sono pieni
di errori di grammatica ed esprimono una visione del mondo molto ingenua. La
grammatica e la comprensione del mondo di Charlie migliorano di pari passo in
una parabola che è poi la trama stessa della drammaturgia.
Al di là dell’idea fantascientifica di base, Fiori per Algernon tocca molti temi
riguardanti il ruolo dell’intelligenza e della cultura nella vita. Argomento
centrale è il ruolo dell’intelligenza nei rapporti tra le persone, e gli
ostacoli alla comunicazione incontrati da chi ha un intelletto fuori dal comune:
il genio allontana dagli altri quanto l’idiozia, e non è detto che la seconda
opzione sia la peggiore.
Ma l’intelligenza improvvisa fa scoprire a Charlie anche la vera natura del
mondo che lo ha circondato e che prima viveva inconsapevolmente: una madre
violenta e ossessionata dalla “diversità” di suo figlio, un padre rassegnato,
una sorella minore che lo detesta perché il fratello ritardato le complica la
vita. Attraverso Charlie, l’autore ci fa notare che tutte le forme di cultura
mostrano un’unità di fondo, ma molte persone – anche molti “esperti” – hanno un
sapere ristretto e limitato al loro settore di competenza, ed hanno paura che
gli altri scoprano le loro lacune. Mentre studia il regresso di Algernon,
Charlie si accorge che, grazie alla sua cultura enciclopedica, è capace di fare
collegamenti con tutti i campi della conoscenza, e ciò lo aiuta enormemente
nella sua ricerca.