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Teatro Condominio Vittorio Gassman - Gli spazi
Redatto dallo Studio Amati di Roma e coordinato dall’Ufficio Tecnico Comunale, il progetto per il teatro “Vittorio Gassman” di Gallarate  garantisce la più ampia flessibilità d’uso: la realizzazione di due sale, la più grande capace di ospitare spettacoli di musica, teatro, cinema e convegni, affiancata  dalla seconda, con destinazione prevalente a sala convegni e sala da musica, dà origine a un complesso con  alte potenzialità fruitive e funzionali. In totale la capienza è di circa 650 posti.
La struttura esistente nasce da una stratificazione compositiva individuabile nelle tre porzioni che la costituiscono: un corpo ottocentesco, uno centrale e un corpo terminale con la torre scenica. Questi tre sistemi originari si arricchiscono di una nuova complessità spaziale e funzionale che si percepisce sia dall’esterno sia dall’interno. La struttura esistente nasce da una stratificazione compositiva individuabile nelle tre porzioni che la costituiscono: un corpo ottocentesco, uno centrale e un corpo terminale con la torre scenica. Questi tre sistemi originari si arricchiscono di una nuova complessità spaziale e funzionale che si percepisce sia dall’esterno sia dall’interno.

L’intervento principale è stato sul corpo centrale, che è stato completamente trasformato dal successivo intervento di conversione in sala cinematografica. Si tratta di un volume unico, a pianta rettangolare, che si estende parallelamente a via Verdi. Al suo interno si sviluppano, su due piani, le sale. La più piccola, interrata, garantisce 132 posti con destinazione prevalente a sala convegni; la più grande è strutturata a doppio livello: il primo – la platea - si estende per tutta l’area del vecchio cinema, e può contenere 480 posti distribuiti su gradoni e divisi in settori, il secondo - la galleria -, in aggiunta alla sala, ospita 159 posti ed è collocata al piano superiore. Completamente demolite le strutture esistenti costituenti platea, galleria, palchetti, golfo mistico e copertura, ad eccezione delle originarie capriate lignee ottocentesche che, affiancate alla nuova struttura portante, hanno acquisito un valore meramente storico e decorativo, non essendo più in grado di supportare i previsti carichi strutturali.


Del corpo ottocentesco su via Sironi, sottoposto a tutela architettonica, è stato invece recuperato l’impianto originario
; conservando gli elementi decorativi originari sulle pareti e sui soffitti, si è recuperata, esternamente, l’originale facciata ottocentesca.


La nuova distribuzione interna ripristina da un lato il collegamento tra la sala e il foyer eliminato nei precedenti interventi di cambio destinazione d’uso, con la creazione degli spazi riservati al pubblico e di servizio (atrio, biglietteria, guardaroba, locale comandi, servizi, foyer, bar, ufficio personale, sala regia e traduzioni); dall’altro ristabilisce i collegamenti verticali con gli scaloni laterali e contrapposti che conducono ai due livelli della sala grande, al foyer, al bar e il corpo ascensore che serve i tre livelli dell’edificio.


La parte terminale nord ospita la torre scenica, con  il palcoscenico e i servizi afferenti. Sotto al palco, interrati, una serie di locali destinati agli artisti (camerini, relativi servizi, magazzini di servizio alla scena e la buca per l’orchestra) completa gli spazi in progetto.  Da sottolineare la considerevole altezza del palcoscenico (16 metri)e la superficie di circa 150 metri quadrati, che garantiranno la possibilità di installazioni e rappresentazioni di un certo interesse. Gli interventi esterni, se sul corpo ottocentesco conservano e recuperano il disegno originario, vedono invece il rinnovamento della struttura e della superficie di facciata sugli altri corpi.
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Teatro Vittorio Gassman
Le cinque stagioni

La Quinta Stagione, si dice, è l'età della maturità e della saggezza che succede - ormai ricca di esperienza e conoscenza - all'epoca delle follie e delle esuberanze giovanili.

Così - anche se ci pare che l'inaugurazione del nostro amato Teatro Condominio Vittorio Gassman, restituito a nuova vita, sia avvenuta solo ieri - ci piace immaginare e presentare il nostro cartellone 2010/2011, la nostra quinta stagione appunto: una programmazione matura, che fa tesoro del passato e della conoscenza del nostro pubblico per riproporre ancora una volta un cartellone misurato, che coniuga sapientemente la grande qualità culturale ed artistica delle proposte con le esigenze di svago, la dimensione del tempo libero con le istanze del pensiero, l'intensità del calendario con la sua versatilità, i grandi nomi della scena con la raffinatezza degli appuntamenti.

Cinque sono anche i percorsi dello spettacolo dal vivo ("le cinque stagioni") su cui si aprirà il nostro sipario: se il cabaret vedrà avvicendarsi Alessandro Bergonzoni - in anteprima nazionale col suo nuovo spettacolo - Sergio Sgrilli e Flavio Oreglio, la Prosa si caratterizza per il graditissimo ritorno di Ottavia Piccolo con il suo spettacolo sulla figura di Anna Politkovskaja, ma anche di Claudio Bisio che porta in scena un Giorgio Gaber inedito, di Marco Paolini con il suo nuovissimo ed originale spettacolo su Galileo e di Gigio Alberti nella sua interpretazione del classico Aspettando Godot di Samuel Beckett.

 La Danza e il Musical ci offrono quest'anno la potenza immaginifica e visiva della compagnia portoghese Vortice. Dance ma anche la dimensione più classica di Kledi Kadiu in una rivisitazione del Bolero, il kolossal teatrale ispirato alla Divina Commedia con gli effetti scenografici di Carlo Rambaldi e le musiche di Marco Frisina, per concludersi con la danza contemporanea di Massimiliano Volpini.

Oltre alla tradizionale ed amatissima Operetta, la Lirica ci propone, quest'anno, una Tosca in Prima Nazionale ed un riallestimento delle Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, mentre il percorso della Musica ci offre uno stralunato Elio (senza "Storie Tese", ma con l'accompagnamento di un'oschestra da camera) alle prese, tra il serio e il faceto, con la figura del barbiere nell'Opera e - oltre al Max de Aloe Quartet - il ritorno di Ludovico Einaudi, che presenta Solo Concert. 

"Cinque stagioni", dunque, ancora una volta imperdibili. Un anno da trascorrere, ancora una volta, insieme.