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  Fondazione Culturale "1860 Gallarate Città"
Uffici:
Teatro del Popolo, Via Palestro 5
21013 GALLARATE VA
Tel. uffici: 0331.774700
Email: fondazione@comune.gallarate.it
P. IVA 02197830025


Stagione 2009-2010
Biglietti e abbonamenti Prosa La Scatola Magica
Biglietti
 
Intero: 15 €
Ridotto over 60 e under 25: 13 €
Ridotto soci: 12 €
 
Abbonamenti
 
Abbonamento posto fisso
10 spettacoli: 90
ridotto: 80 €


Ogni 10 ingressi un biglietto omaggio
per un bambino.


  Sabato 14 novembre, ore 21
Compagnia Stabile del Teatro del Popolo
"Montedidio"
Di Erri De Luca
  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 22 novembre, ore 16
Delleali
"La formichina"

Età consigliata dai 5 ai 7 anni
Bambini sino a 10 anni: 1 € - Adulti: 3 €

  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 29 novembre, ore 16
Principio Attivo Teatro
"Storia di un uomo e della sua ombra"

Età consigliata dai 5 anni
Bambini sino a 10 anni: 1 € - Adulti: 3 €

  Venerdì 4 dicembre, ore 21
Eccentrici Dadarò
"Lasciateci perdere per la strada" 
  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 13 dicembre, ore 16
Il Draghetto
"Luna sulla Luna"

Età consigliata dai 6 agli 11 anni
Bambini sino a 10 anni: 1 € - Adulti: 3 €

  Giovedì 14 gennaio, ore 21
Teatro dell'Elfo / Teatridithalia
"Libri da ardere"
Di Amèlie Nothomb  
  MUSICA CLASSICA

Venerdì 22 gennaio, ore 21
La Musica nella storia
Conferenze concerto al Teatro del Popolo a cura di Carlo Bellora
"Il Barocco. Violinisti italiani e violinisti tedeschi"
Violino: Carlo Bellora
Clavicembalo: Roberto Passerini
  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 24 gennaio, ore 16
Compagnie Teatrali Unite
"Dolci Racconti"

Età consigliata dai 3 anni
Bambini sino a 10 anni: 4 € - Adulti: 7 €

  Giovedì 28 gennaio, ore 21
Roberto Anglisani
"Giungla"
  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 14 febbraio, ore 16
Accademia Perduta Romagna Teatri
"Pollicino"

Età consigliata dai 5 ai 10 anni
Bambini sino a 10 anni: 4 € - Adulti: 7 €

  Giovedì 18 febbraio, ore 21
Beppe Battiston
"Orson Welles 'Roast"
  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 21 febbraio, ore 16
Coltelleria Einstein
"Cappuccetto Rosso e il Lupo solitario"

Età consigliata dai 6 ai 10 anni
Bambini sino a 10 anni: 4 € - Adulti: 7 €

  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 7 marzo, ore 16
Teatro Litta
"Bù"

Età consigliata dai 3 agli 8 anni
Bambini sino a 10 anni: 4 € - Adulti: 7 €

  Giovedì 11 marzo, ore 21
Giulio Cavalli
"A cento passi dal Duomo"
Di Giulio Cavalli e Gianni Barbacetto 
  MUSICA CLASSICA

Venerdì 12 marzo, ore 21
La Musica nella storia
Conferenze concerto al Teatro del Popolo a cura di Carlo Bellora
"L'Ottocento tra nostalgie classiche, danze popolari e pathos tardo-romantico"
Violino: Carlo Bellora
Pianoforte: Francesco Pasqualotto
 
  LA SCATOLA MAGICA

Domenica 21 marzo, ore 16
Nonsoloteatro
"Filastrocche e storie sciocche"

Età consigliata dai 6 anni
Bambini sino a 10 anni: 4 € - Adulti: 7 €

  Venerdì 26 marzo, ore 21
Libera Scena Ensemble
"Il labirinto"
Da "Fiori per Algernon" di Daniel Keyes
  Venerdì 9 aprile, ore 21
Marco Baliani
"Kohlhaas"
Da "Michele Kohlhaas" di Kleist 
  MUSICA CLASSICA

Venerdì 16 aprile, ore 21
La Musica nella storia
Conferenze concerto al Teatro del Popolo a cura di Carlo Bellora
"Novecento europeo. Blues, Ragtime, Jazz e melodie russe"
Violino: Carlo Bellora
Pianoforte: Francesco Pasqualotto
  
  Sabato 17 aprile, ore 21
La Fiera
"Edoardo Secondo"
Drammaturgia scenica diretta da Luciano Colavero 
  Domenica 25 aprile, ore 21
Michele Bottini
"La notte che il Nulla inghiottì la terra"
Da Mario Rigoni Stern, Giulio Bedeschi e altri 

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TEATRO DEL POPOLO
Lo spazio del pensiero
e della pòlis

Alla sua quarta stagione, il Teatro del Popolo si viene sempre più caratterizzando – nella sua dimensione raccolta che favorisce il rischio della sperimentazione – come centro per l’innovazione teatrale della provincia di Varese. Un luogo che vuole – programmaticamente – sempre più aprirsi ad un pubblico non rituale, che si reca a teatro anche perché avverte il bisogno di esperienze culturali che creino inquietudini, lascino un segno, attivino emozioni, producano spazi per il pensiero. Una dimensione che dunque – nell’oltrepassare la consuetudine del teatro come intrattenimento fine a se stesso o ricerca esclusiva della risata e della spensieratezza – non può al contrario che divenire luogo di dibattito, occhio aperto sulla contemporaneità e sulle sue contraddizioni, vera e propria piazza per la riflessione di una comunità su di sé attraverso quel che accade in scena, attraverso la relazione con un’arte che si confronta col mondo.

E’ l’antica dimensione della
pòlis, che pare poter sopravvivere – in tempi di smemoratezza, indifferenza, crisi, chiusura – solo attraverso la ricostruzione di spazi protetti, in cui abbia luogo realmente un incontro, che nasce dalla convocazione (una vera e propria “chiamata”) dei cittadini a riunirsi, appunto, in un “con”. Ed il teatro acquista così – torna ad acquistare – la nobile dimensione comunitaria della catacomba: luogo di resistenza e testimonianza del pensiero, perché di questi tempi, forse, tanto basta. Forse avanza. Luogo che possa – debba – provare parlare a tutti.

Non c’è spettacolo, nella nostra stagione, che non si ispiri a quest’idea regolativa: se, con
Montedidio, proviamo a riflettere – insieme ad Erri De Luca – sull’utopia della crescita, con Lasciateci perdere per la strada le inquietudini dell’adolescenza divengono un’occasione per ragionare (divertendosi) sul complesso rapporto tra genitori e figli; se Libri da ardere del Teatro dell’Elfo (dall’omonimo testo di Amélie Nothomb) la resistenza del pensiero diviene tema programmatico, con Giungla il Teatro del Popolo si apre all’impietosa narrazione della barbarie dello sfruttamento dei minori. Un momento di straordinario teatro, poi, con l’Orson Welles di Beppe Battiston cede successivamente la parola al teatro giornalistico di Giulio Cavalli e Gianni Barbacetto che – con A cento passi dal Duomo – affrontano con grande rigore il tema della criminalità organizzata nel Nord Italia. Il ragionamento sulla scienza offerto da Il Labirinto viene seguito, il 9 aprile, dall’artista e dallo spettacolo che – più di ogni altro – hanno influenzato e segnato la storia del teatro di narrazione nel nostro paese: Marco Baliani che, muovendo da un racconto di Kleist, propone con Kohlhaas una straordinaria ed imperdibile riflessione sull’ingiustizia. La stagione si chiude, infine, con una splendida rilettura dell’Edoardo Secondo di Marlowe proposta da Luciano Colavero e con una degna celebrazione del 25 aprile attraverso la requisitoria contro la guerra offerta dal varesino Michele Bottini in La notte che il nulla inghiottì la terra: la narrazione della ritirata di Russia attraverso le pagine, tra gli altri, di Mario Rigoni Stern.